Casa Puccini, Ristorante nel centro storico di Lucca in Toscana

Location Elegante e Suggestiva

Location


All’interno delle mura rinascimentali che fanno da cornice al centro storico di Lucca il ristorante si trova proprio davanti alla casa natale di Giacomo Puccini, museo aperto ai visitatori.
Una location suggestiva ed elegante circondata da uno dei borghi più belli d’Italia, a pochi passi dai più rinomati lidi toscani.
Facilmente raggiungibile, offre agli Ospiti la condivisione di momenti speciali all’insegna dell’alta cucina, della cultura e del lusso.

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Casa Puccini
Corte San Lorenzo, 1 55100 Lucca (LU)

Da Vedere


Da Visitare


Museo Casa Puccini

Il Museo è situato nell'appartamento, al secondo piano di un antico edificio, all’interno delle Mura della storica città di Lucca, in cui è nato Giacomo Puccini il 22 dicembre 1858.
Esattamente a Corte San Lorenzo e Piazza Cittadella, i luoghi che rimandano direttamente all’infanzia e alla prima giovinezza del Maestro.
In questa casa il compositore ha vissuto tutti gli anni dell'infanzia e della prima giovinezza, gli anni della familiarizzazione con la musica e degli studi sistematici, prima di trasferirsi a Milano, dove nel 1884 iniziò quella carriera, perfezionando la sua vocazione e aspirazione per l’opera lirica, che ne ha fatto uno dei compositori più noti e più amati nel mondo.
Qui crebbe insieme alle sorelle, al fratello e ai genitori, iniziando gli studi musicali e componendo da adolescente i primi lavori.
A questa residenza Giacomo Puccini è rimasto sempre legato, tanto che ha voluto mantenerne la proprietà. Venduta per sopperire alle difficoltà economiche, l’abitazione tornò di sua proprietà dopo il successo di Manon Lescaut e da allora è rimasta proprietà dei discendenti del Maestro per giungere infine al patrimonio della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e alla gestione della Fondazione Giacomo Puccini.
Oggi la Casa conserva arredi, documenti, spartiti e preziosi oggetti appartenuti al musicista, tra cui il pianoforte Steinway & Sons su cui compose molti dei suoi famosi successi, tra i quali Turandot, partiture di composizioni giovanili, varie lettere di e a Puccini (tra le tante quelle di Giulio Ricordi), cimeli, documenti preziosi, quadri, fotografie, bozzetti, che documentano il lavoro del compositore, come le bozze dei libretti di Tosca e Fanciulla del West, ricchi di annotazioni e abbozzi musicali.
In Piazza Cittadella si può apprezzare il monumento bronzeo a Giacomo Puccini, opera di Vito Tongiani, donata alla città dall’Associazione Industriali di Lucca nel 1994.
Sempre in Piazza Cittadella si affaccia la Biglietteria del Puccini Museum, situata nei locali che furono il passaggio delle carrozze di Palazzo Mazzarosa, che ospita anche il Bookshop con un’ampia offerta di prodotti editoriali, spartiti, gadget, cartoline, cd, dvd e altri souvenir dedicati al Maestro.
La Casa natale, trasformata in museo nel 1979, è stata riaperta al pubblico nel 2011, dopo importanti lavori di restauro, che hanno riportato l'appartamento alla sistemazione originaria, e un rinnovamento generale.

Le Mura di Lucca

Le Mura di Lucca rappresentano un simbolo della città riconosciuto a livello mondiale sia per la bellezza artistico-monumentale che per il valore storico.
Furono costruite nel periodo rinascimentale tra il 1504 e il 1645, su un progetto di Alessandro Farnese e, per fortuna, non sono mai servite per difendere la città da un assedio tanto che si sono conservate integre fino ad oggi. Sono state molto utili, però, per salvare il centro di Lucca dalla violenta piena del fiume Serchio il 18 novembre 1812.br> Da un punto di vista architettonico le Mura sono costituite da dodici cortine a terrapieno, che congiungono tra loro undici baluardi, con paramento in laterizio, di dodici metri d'altezza e trenta di larghezza alla base. br>Si sviluppano per più di quattro chilometri e costituiscono un grande parco urbano. La presenza di alberi secolari, tra i quali platani, querce rosse e ippocastani, opera da sfondo naturale permettendo un approccio privilegiato alla città e al territorio. br> Con la perdita della loro funzione difensiva, la Mura sono state riconvertite a uso civile nei primi decenni dell'Ottocento, quando le antiche cortine della fortificazione furono trasformate nell'attuale parco cittadino. Nel pieno rispetto del notevole valore culturale del monumento, le Mura di Lucca esercitano ancora il loro fascino per cittadini e turisti che ne riconoscono funzionalità e prestigio. Vi si organizzano spesso numerose manifestazioni, attività e mostre coinvolgendo l'intera città alla partecipazione. br> Oltre ad essere il maggiore esempio in Europa di fortificazione moderna, le Mura risultano quindi una risorsa urbana di notevole importanza per la città. Gli stessi cittadini vivono intensamente le Mura scegliendole come spazio aperto per trascorrere il proprio tempo libero tra passeggiate, attività sportive e incontri. br>Questa unione tra pace e vitalità non passa inosservata nemmeno al grande numero dei turisti che, ogni giorno, trova nelle Mura il luogo ideale per una passeggiata. br>Tra gli alberi e la ricca vegetazione si riscopre così uno spazio verde efficacemente inserito nel contesto cittadino e una suggestiva vista dall'alto con i campanili delle chiese e le famose torri che emergono dai tetti della città.

Il Ponte della Maddalena

In provincia di Lucca, nella Valle del Serchio si può ammirare questa curiosa costruzione, celebre per la sua particolare struttura, il Ponte della Maddalena, conosciuto come il Ponte del Diavolo.
Attraversato dal fiume Serchio, precisamente a Borgo a Mozzano, a 20 chilometri da Lucca. Fu Matilde di Canossa, feudataria e protagonista del Medioevo italiano, a ordinare la costruzione del ponte nell'anno 1000, sul fiume Serchio, in modo che consentisse a viandanti di raggiungere la vicina Lucca e ricongiungersi alla Via Francigena che li avrebbe condotti fino a Roma.
La sua struttura è davvero particolare con quell’arco più alto ampio e quasi innaturale, e venne ricostruito inseguito dal condottiero ghibellino Castruccio Castracani, vissuto tra il 1200 e il 1300, che decise di restaurarlo, mentre nel XIV secolo lo scrittore Giovanni Sercambi lo inserì in una delle sue novelle ispirate al Decameron di Boccaccio.
Ma solo nel 1500 venne chiamato Ponte della Maddalena, nome probabilmente ispirato ad un oratorio che si trovava ai piedi della struttura lungo la sponda sinistra.
Il nome alternativo di Ponte del Diavolo si deve invece ad un’antica leggenda che racconta del muratore che avrebbe dovuto costruire il ponte, il quale preso dallo sconforto per non riuscire ad ultimarlo, evocò satana, il quale gli promise di aiutarlo a terminarlo in una sola notte, in cambio dell’anima del primo essere vivente che da lì sarebbe passato.
Il capomastro accettò ma, spaventato dalla promessa fatta corse dal parroco del paese e, insieme a lui, studiò uno stratagemma per ingannarlo: lanciò sul ponte un pezzo di focaccia, così da attrarre un cane o una capra. Adirato per l’inganno, il Diavolo per ripicca avrebbe modificato in modo anomalo l’ampiezza delle arcate.
Gravemente danneggiato da una piena nel 1836 e poi modificato agli inizi del Novecento, è da sempre è una delle grandi attrazioni del territorio di Lucca.
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